Quando al lavoro si avverte la sensazione di essere fermi non sempre è dovuto a fattori ben definiti (come per esempio non poter crescere nel livello o non avere la possibilità di apprendere nuove competenze professionali). A volte è una sensazione ambivalente per cui da una parte senti che “qualcosa non va” ma la situazione non è così grave da richiedere un cambio drastico.
L’oscillare tra queste due pensieri si manifesta anche con desideri contrastanti tra loro: vorresti aggiornare il curriculum, deciderti a completare il profilo Linkedin ma non trovi mai la spinta a farlo. Oppure guardi annunci di lavoro senza convinzione e non ti candidi. O ancora vorresti conoscere opportunità lavorative ma non te la senti di affrontare candidature e colloqui di lavoro.
In queste situazioni il primo compito da fare è proprio ascoltarsi, accettare che è una insofferenza legittima non un “ti lamenti per nulla”. Se provi questo è perché davvero qualcosa non va quindi il primo passo è capire esattamente qual è il problema.
Da dove nasce l’insoddisfazione lavorativa
Non sempre c’è un unico motivo scatenante o una situazione precisa che determina il blocco nel lavoro e la domanda se cambiare lavoro o restare. A volte è un accumularsi di situazioni in cui:
- È mancato il riconoscimento o la valorizzazione del tuo lavoro
- Hai sentito la necessità di adeguarti
- Hai rinunciato a proporre o a modificare
Con l’andare del tempo il disagio provato in queste situazioni sedimenta e diventa una vera e propria insoddisfazione. Quindi gli episodi possono essere più di uno ma è importante capire cosa c’è alla base.
Analizzare le cause del blocco nel lavoro: fattori esterni ed interni
Quando ti fermi ad analizzare la tua insoddisfazione lavorativa prendi in considerazione sia gli elementi esterni che interni.
Elementi esterni: le persone con cui lavori, il modo in cui è organizzato il lavoro, il clima aziendale, le attività di cui ti devi occupare di più…
Elementi interni: cosa non riesci ad accettare? Quando “vai in crisi” più spesso? Qual è di solito l’elemento scatenante? Come tendi a reagire?...
Ottenute le risposte è necessario scendere in profondità per chiarirsi le idee.
Come fare chiarezza sull’insoddisfazione lavorativa: Metodo dei perché ed esempio pratico
Partendo dall’analisi dei fattori esterni ed interni, ogni volta che emerge una risposta continua a chiederti il perché per approfondire il livello di consapevolezza. Facciamo un esempio:
Livello 1: Perché provi insoddisfazione? Perché non mi trovo con il capo.
Livello 2: Perché non ti trovi? Perché la pensiamo diversamente.
Livello 3: Perché è così? Abbiamo priorità diverse.
Livello 4: Perché per te le priorità sono diverse? Perché io do più importanza al metodo.
Continuando così quella che inizialmente era una sensazione generica (non mi trovo) può definirsi in maniera più concreta (sono insoddisfatto perché non riesco a dedicarmi come vorrei a definire i metodi, questo aspetto per me è prioritario anche perché è ciò che mi riesce meglio).
Ritrovare motivazione nel lavoro
Una volta che la situazione appare più chiara è più facile decidere come agire e trovare l’energia per farlo. E anche a questo punto le azioni possono avere un piano interno ed esterno.
Piano interno: cosa puoi modificare nella tua attuale situazione lavorativa? Che soluzioni hai per rimuovere o attenuare quello che hai capito ti causa malessere?
Se ti vengono pensieri come “ci ho già provato è stato inutile” entra in profondità: come ci hai provato? Avresti potuto fare qualcosa di diverso? C’è qualcuno che può aiutarti ma non lo hai ancora coinvolto?
Piano esterno: Puoi verificare se un cambio lavoro può aiutarti a rimuovere l’insoddisfazione. Quindi, per tornare all’esempio fatto prima, capire se in un’altra azienda o gruppo di lavoro puoi concentrarti sul metodo che per te è importante e prioritario.
Non si tratta genericamente di aggiornare curriculum e profilo Linkedin per fare dei colloqui. Con un obiettivo chiaro puoi scrivere delle presentazioni professionali delle tue esperienze che mettano in luce anche quello che ti riesce meglio, come questo rappresenta un vantaggio per la nuova azienda e approfondire solo quei contatti che vanno nella direzione per te ideale.
Conclusione
Sentirsi bloccati nel lavoro è più comune di quanto si pensi. Prima di pensare che “devi cambiare tutto” fermati a capire cosa per te è davvero importante.
Fare chiarezza sulle cause della tua insoddisfazione è il primo passo per ritrovare motivazione e direzione, sia che tu scelga di migliorare la tua situazione attuale, sia che tu decida di valutare nuove opportunità.
Se ti senti bloccato nel lavoro e non riesci a capire che direzione prendere una consulenza di carriera può aiutarti a fare chiarezza e costruire un piano concreto. Scopri come posso aiutarti qui: www.nadiabarbati.it
